Festa delle Acque Piediluco

La storia

Festa delle Acque: la storia, la tradizione Ogni anno a Piediluco (Tr), sul magnifico lago incastonato tra i boschi al confine dell’Umbria e del Lazio si celebra il solstizio d’estate, momento in cui il Sole si erge in tutto il suo splendore. Le origini della festa sono antichissime: sin da epoca remota le genti del Lago omaggiavano il Sole, fonte e simbolo principale della vita e del divino e con esso esaltavano i poteri della luce e del fuoco, dell’acqua e della terra, delle erbe e dei fiori.
Con balli e canti, banchetti e ornando imbarcazioni di fiori e ghirlande, festeggiavano una nuova stagione, per propiziarsi i buoni raccolti estivi.
La Festa delle Acque, in epoca moderna, rappresenta l’autentica eredità di questa millenaria tradizione e vede il suo culmine con la sfilata notturna delle Barche Allegoriche e l’incomparabile Spettacolo Pirotecnico con i fuochi d’artificio che si riflettono sulle acque del lago.
Le barche “sacre” di un tempo con le quali gli antichi esprimevano la propria devozione secondo un preciso rituale religioso, si sono trasformate nelle attuali barche allegoriche in cui la maestria dell’artigianato si fonde con la creatività, le tecnologie e le installazioni moderne creando opere d’arte uniche e irripetibili.

La Festa delle Acque, che si tiene abitualmente tra la fine di Giugno e l’inizio di Luglio, testimonia lo stretto legame tra la popolazione di Piediluco e il lago. Con essa si celebra il solstizio d’estate, una ricorrenza fondamentale per la civiltà contadina, fin dall’epoca romana, perché legava alla fecondità della terra; ma al tempo stesso temuta, poiché è in questo periodo dell’anno che le giornate tornano ad accorciarsi.
La paura che la luce solare potesse esaurirsi portava la popolazione a compiere una serie di riti propiziatori che culminavano in una sfilata di barche. In questo modo si cercava di allontanare il pericolo e si pregavano gli dei di. conservare immutato il corso degli eventi naturali. In particolare, come ricorda il poeta Ovidio, nel giorno del solstizio, i latini celebravano la Fortuna, divinità in grado di orientare secondo i suo capriccio le vicende umane. Riti di purificazione caratterizzavano la notte precedente il solstizio. Durante il Medioevo si credeva che nella circostanza gli spiriti maligni fossero particolarmente attivi e pei annullarne l’influenza si accendevano falò e si preparava un’acqua odorosa. Ancora oggi un preparato a base di acqua ed essenze vegetali e profumate viene lasciato, di notte, all’esterno delle abitazioni affinché possa essere irrorata dalla magica rugiada del solstizio. Al mattino, le donne vi si detergono il corpo.
La festa attuale offre manifestazioni culturali e folkloristiche (spettacoli teatrali e di danza, concerti musicali, recital di poesia, raduno di auto storiche, spettacolo pirotecnico).